mercoledì 9 settembre 2009

Fare. O non fare. Non c'è provare.

Non riesco a guardarti... Devo pensare ad altro, devo distogliere la mente e gli occhi da te o tutto, sempre, finisce.
Perchè si perde la lucidità proprio quando questa ci serve di più? Perchè riusciamo a mostrare il peggio di noi quando abbiamo un colpo secco da usare e... alla fine si sa, o va bene o va male?
Mi sono bruciato. Lo so. Lo sento. O forse non sono mai stato in ballo. Ma non posso partire in partenza sapendo che quella corsa, in fondo, non può essere mia. E quindi mi butto, abbasso la testa per non vedere gli ostacoli e sbattergli contro come un toro in carica, sperando di travolgere tutto ciò che si frappone tra me... e te. Semplice, diretto.

Quando ti ho vista, la prima volta, ho visto nella mia mente una scenetta durata pochi istanti ma che si conferma, ogni giorno che avanza, come la sintesi di tutto quello che sto vivendo.

"Ecco, tieni, questa ragazza è tua. E non solo, ecco a te un gettone per permetterti di cambiare in lei quello che vuoi."
"Riprendi in dietro il tuo gettone, è così che vorrei che fosse. Ed è così che è."

Mi sono bruciato. Ma questo non conta, ora.
Non sono mai stato un tipo dai facili interessi e non so, in fondo, il perchè. Tutt'al più capita qualche interesse sfuggente, la classica occhiata di un qualcosa che è appariscente, di qualcosa che tenta di attrarre ma che, dopo uno sbattere di palpebre, svanisce senza lasciare traccia.
Qui no, qui sta accadendo qualcosa di diverso, qualcosa al quale non ero preparato. Sono ad un punto difficile da capire e ancor più da spiegare... mi trovo nella situazione da non desiderare tanto il baciarti, lo sfiorarti, mi trovo a vivere una condizione nella quale il semplice vederti mi trasporta lontano. Il semplice pensarti annulla ciò che ho intorno.

Parlo come un adolescente investito dal suo primo colpo di fulmine, è vero. Forse sono ridicolo, chi lo sa, forse addirittura patetico.
Ma cosa dovrei dire, se non questo? Non sono forse io che, quattro giorni dopo averti conosciuta, mi sono ritrovato a rigirarmi nel letto tutta la notte senza riuscire a prendere sonno? Non sono forse io che non sapevo, e tutt'ora non so, allontanare dalla mia mente l'immagine dei tuoi occhi meravigliosi?

Vorrei saperti colpire. So che se quando siamo insieme riuscissi ad essere me stesso, se sapessi mostrarti ciò che sono allora sì, non sarebbe un tentativo mal speso. Non ci sarebbe, poi, qualcosa da recriminare.
Ma come posso essere me stesso, il me stesso libero da assurdi pensieri, quando anche solo pensandoti perdo il lume e da una mezza parola ipotizzata, passo a scrivere righe e righe su pochi minuti trascorsi insieme?
Ti penso e la mente, la mia mente che tanto adoro e sulla quale so di poter contare (sapevo...), diventa abulica.
Se oltre a pensarti, ti vedo anche... ascolto la tua voce... sento il tuo profumo...

Speravo, in un certo senso e per una assurda forma di autodifesa, che tu fossi antipatica, noiosa, montata, banale. Doveva essere così. Una qualche legge non scritta di compensazione lo prevedeva. Potevi essere 'solo' assurdamente bella e nulla più. E tutto sarebbe finito, ancor prima di cominciare.
Potevo non provare a scriverti, potevo restare nella mia... speranza che tu davvero fossi solo esteriorità. Ma non potevo non scoprirlo, forse davvero eri qualcosa che mai mi era capitato di incontrare.

E così ti ho scritto, ho cominciato a conoscerti. E non è servito molto a capire che la mia stupida speranza, quel mio vano desiderio che tu fossi poca cosa per non urtare il mio guscio... beh, era solo una massa enorme di stupidità.
Banale? Noiosa? L'avrei capito in un attimo, se c'è una capacità che ho sempre avuto è quella di capire le persone in poco, pochissimo tempo. Se fossi credente lo chiamerei 'dono', visto che non lo sono la chiamo semplicemete fortuna.
E così è stato, se è servito un attimo per scoprire che sei fantastica, in ancor meno ho capito che dentro, in fondo, sei altrettanto meravigliosa.

E questo è un problema. E' uno stramaledetto problema.

Mi dicono che non devo espormi, che la tattica prevede di comportarsi diversamente...
Tattica? Se fossi in grado di adottare una tattica, ora non sarei così terribilmente fuori dalle mie capacità.
E, inoltre, tu non hai avuto bisogno di nessuna tattica per spingermi dove sono ora.
Non sarebbe corretto ricorrere a trucchetti subdoli per tentare di cogliere qualche opzione. Affatto.

Quando e se mai leggerai queste parole, forse, sorriderai.
Forse sapevi già tutto.
Forse speravi di aver interpretato male sapendo, in cuor tuo, che non c'era nessun errore.
Quale che sia la situazione che si verificherà, è giusto tu sappia tutto, nel tempo e col tempo.