Un'altra settimana è trascorsa. E quello che poteva essere un fuoco di paglia, una illusione, si è rivelato essere ben altro. Il miraggio non era affatto una finzione, era solo la visione anticipata di qualcosa che sta emergendo con sempre maggiore forza.
Quello che mi è accaduto ieri sera è qualcosa che io stesso ho paura di ricordare, non riesco nemmeno a trascriverlo qui, dove so che nessuno legge, nessuno mi scopre... qui, nel mio piccolo rifugio mentale non riesco a raccontare, figuriamoci a spiegare, quello che ho vissuto.
Ma è successo, anche se faccio finta che non sia così.
Come posso essere cieco di fronte a ciò che vedo, sordo di fronte a ciò che sento e immune a quella mano che sfiora le più profonde corde del mio essere?
Sei tutto questo. Sei molto di più.
Mi hai parlato di una tua buffa, anche se dolorosa, caduta ed io ti ho raccontato di alcune delle mie.
Non ti ho ancora raccontato quella più importante, più assurda, più incredibile e più dolorosa, forse, ma anche più vivida e intensa, quella che ha fatto vacillare ogni mia convinzione e mi ha fatto cadere in un bagno di pensieri, parole, sensazioni che non pensavo di poter provare.
Come hai saputo fare tutto questo? Come sei stata in grado di lasciare un segno così profondo in me? Non so ancora rispondere, ma so che non sarei me stesso se lasciassi perdere tutto per... per cosa? Per paura. No, non abbandonerò questa via. Sei troppo, troppo, troppo.
Buona notte mio splendido punto interrogativo.